U2 RILASCIA EP A SORPRESA CON UN TONO DI PROTESTA
“DAYS OF ASH” AFFRONTA LA VIOLENZA POLITICA IN CINQUE CANZONI E UN POEMA
João Carlos
19/02/2026
Aggiornato e 4/14/2026 7:04:09 PM
Gli U2 hanno sorpreso il pubblico lanciando, il Mercoledì delle Ceneri, l'EP “Days Of Ash”, un progetto indipendente con sei brani inediti che segna il ritorno della band alla composizione autoriale e anticipa un nuovo album previsto per la fine del 2026.
Ma se la linea ufficiale parla di “risposta immediata agli eventi attuali”, la realtà è ancora più diretta: gli U2 hanno deciso di mirare, senza metafore eccessive, agli episodi recenti di violenza politica in tutto il mondo.
Quando il protesto diventa concreto
Per molti critici, “Days Of Ash” va oltre la categoria di EP e funziona, nella pratica, come un nuovo album tematico. La maggior parte dei brani tratta esplicitamente di vite interrotte da forze oppressive.
L'apertura, “American Obituary”, presenta una base percussiva vibrante che richiama lo spirito di Achtung Baby. Il testo, tuttavia, abbandona il gioco simbolico e menziona l'omicidio di Renee Good, madre di tre figli, evocando un'America segnata dal lutto e dalla violenza.
Il brano “Song Of The Future” è dedicato alla giovane iraniana Sarina Esmailzadeh, morta a 16 anni durante le proteste del 2022. Il nome non compare nella canzone, ma il riferimento è confermato dietro le quinte del progetto.
In “One Life At A Time”, l'attenzione si concentra su Awdah Hathaleen, attivista palestinese assassinato in Cisgiordania dopo aver collaborato al documentario vincitore dell'Oscar No Other Land. Gli U2 scelgono di ritrarre la dimensione umana del conflitto, mettendo nomi e storie al centro della narrazione.
Il brano “Yours Eternally” emerge come il più accessibile dal punto di vista radiofonico. In esso, gli U2 dividono i vocalizzi con Ed Sheeran e con Taras Topolia, cantante della band Antytila e attualmente soldato nelle forze ucraine.
La presenza di Sheeran amplifica la portata commerciale della canzone, mentre Topolia aggiunge un simbolismo inevitabile in tempi di guerra.
Già “The Tears Of Things” è una ballata intensa guidata dai riff caratteristici di The Edge, rafforzando il DNA sonoro della band.
In mezzo alle narrazioni incentrate su vittime specifiche, “Wildpeace” emerge come il momento più concettuale dell'EP. Strutturata come un poema musicato, la canzone abbandona i nomi propri e amplia il dibattito all'idea di una pace instabile, quasi indomabile. Optando per il formato di parola parlata, gli U2 rafforzano il carattere manifesto del progetto e recuperano una dimensione spirituale che ha sempre attraversato la loro discografia.
Propaganda torna in edicola
Il lancio è stato accompagnato dal ritorno della rivista Propaganda, pubblicazione creata dalla band nel 1986 e che compie 40 anni dalla sua prima edizione. La nuova versione ha assunto un formato digitale con 52 pagine, oltre a una tiratura stampata limitata distribuita nei negozi di dischi indipendenti in Europa e in Nord America — una mossa che combina memoria, strategia editoriale e valorizzazione del circuito fisico.
Cosa dice la band
In una dichiarazione, Bono ha affermato che le canzoni dell'EP hanno un clima e una tematica diversi dall'album completo che arriverà entro la fine di quest'anno. Secondo lui, i brani “non potevano aspettare” e portano con sé uno spirito di sfida, costernazione e dolore.
Bono ha citato anche la filosofa Lea Ypi affermando che “se hai la possibilità di avere speranza, è un dovere”, rafforzando il tono riflessivo del progetto.
Il batterista Larry Mullen Jr. è stato ancora più diretto: l'unica giustificazione per lanciare nuove canzoni sarebbe credere che meritino di essere ascoltate — e, secondo lui, questo materiale è tra il meglio della carriera del gruppo.
Tra il rischio e la coerenza
In oltre quattro decenni, gli U2 hanno costruito una reputazione mescolando arena rock e posizionamento politico. In “Days Of Ash”, la band sembra meno preoccupata delle metafore universali e più interessata a nomi, date e conseguenze concrete.
In un contesto globale in cui conflitti e polarizzazioni occupano quotidianamente le notizie, l'EP non cerca neutralità. È un registro di indignazione — e, allo stesso tempo, una dichiarazione che gli U2 intendono ancora partecipare al dibattito.
Se l'album completo previsto per il 2026 porterà canzoni più celebrative, come suggerisce Bono, “Days Of Ash” già svolge il compito di ricordare che il silenzio, per la band irlandese, non è mai stata un'opzione.

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