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MERCATO DEI CATALOGHI MUSICALI DOVREBBE SUPERARE I 13 MILIARDI DI DOLLARI NEL 2025

ANALISI DI UN'AZIENDA SPECIALIZZATA INDICA UN SETTORE ANCORA ROBUSTO, CON MAGGIORE SELETTIVITÀ E FOCUS SUI REPERTORI DEGLI ANNI 2000

João Carlos

07/04/2026

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Crédito dell'immagine: Scott Flynn/AFP/Getty Images

Aggiornato e  4/14/2026 6:09:06 PM

Un'analisi di Citrin Cooperman, pubblicata da Billboard, indica che il valore stimato del mercato globale dei cataloghi musicali dovrebbe superare i 13 miliardi di dollari nel 2025. Il sondaggio sottolinea che la musica continua ad essere considerata non solo come un bene culturale, ma anche come un'importante area di investimento.

Lo studio, condotto da Barry Massarsky e Jake DeVries, esperti nella valutazione degli asset musicali e dell'intrattenimento, indica che il settore rimane caldo, ma più equilibrato. Uno dei segnali principali di questo cambiamento è la stabilità nei valori di negoziazione dei cataloghi, che rimangono a livelli simili per il terzo anno consecutivo. In pratica, ciò suggerisce che il mercato ha lasciato alle spalle il periodo di maggiore euforia ed è entrato in una fase più matura, con investitori più attenti alla coerenza degli asset.

Questo movimento non significa una perdita di interesse — anzi. I cataloghi musicali continuano ad attirare capitale proprio per la capacità di generare entrate ricorrenti. Le canzoni consolidate continuano ad essere eseguite quotidianamente su piattaforme digitali, radio e produzioni audiovisive, garantendo un flusso costante di guadagni nel tempo.

Uno dei punti più rilevanti dell'analisi è la crescente valorizzazione dei repertori degli anni 2000. Questo dato indica un cambiamento importante nel profilo delle acquisizioni. Se in passato l'attenzione era concentrata sui classici degli anni '60, '70 e '80, ora il mercato inizia a guardare con maggiore attenzione anche agli artisti più recenti, specialmente quelli con una forte presenza nello streaming.

Questo tipo di repertorio presenta un vantaggio strategico: non dipende solo dal retaggio storico, ma anche dal consumo attivo. In altre parole, sono canzoni che continuano ad essere riprodotte frequentemente da un pubblico digitale impegnato, aumentando il loro potenziale di ritorno.

Questo scenario aiuta a spiegare perché artisti legati al pop degli anni 2000 e alla cosiddetta generazione millennial abbiano iniziato a occupare un ruolo centrale nelle trattative. Più che nostalgia, ciò che è in gioco è la combinazione tra rilevanza continua e capacità di monetizzazione nell'ambiente digitale.

Il quadro del 2025, quindi, è quello di un mercato miliardario in continua espansione, ma con una logica più disciplinata. La musica rimane un asset prezioso — ma ora con investitori più selettivi, concentrati su repertori che dimostrano la loro forza non solo nel passato, ma anche nel presente.

I recenti movimenti aiutano a comprendere l'attuale dinamica di mercato

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Crediti dell'immagine: Jim Spellman/WireImage

Casi recenti che coinvolgono Michael Jackson, Janet Jackson e Britney Spears aiutano a tradurre, nella pratica, come il mercato dei cataloghi musicali si stia riorganizzando.

Nel caso di Michael Jackson, l'interesse rinnovato è legato sia al peso storico della sua opera sia all'impatto culturale generato dall'avvicinarsi della biografia cinematografica Michael. Parallelamente, le operazioni che coinvolgono asset legati al lascito del produttore Quincy Jones rafforzano l'appetito del mercato per cataloghi di alto valore simbolico e commerciale.

Janet Jackson illustra una strategia diversa. Invece di vendere il suo catalogo, l'artista ha scelto di mantenere la proprietà delle opere, strutturando accordi di amministrazione globale. Il movimento indica un modello in cui il controllo del repertorio è preservato, mentre si amplia la capacità di monetizzazione.

Il caso di Britney Spears segue un'altra logica. La vendita del suo catalogo a Primary Wave, stimata intorno ai 200 milioni di dollari, evidenzia la ricerca di liquidità immediata e conferma il valore dei repertori pop con una forte presenza commerciale.

Insieme, questi esempi mostrano che il valore di un catalogo oggi dipende non solo dalla storia dell'artista, ma anche da fattori come visibilità, contesto culturale e capacità di riattivare il consumo.

Nel caso di Michael Jackson, l'impulso deriva dalla forza del lascito unita a nuovi progetti. In Janet, dalla riorganizzazione strategica dei diritti. In Britney, dalla conversione diretta del repertorio in un asset finanziario.

Il risultato è un mercato che rimane miliardario, ma sempre più strategico — in cui percorsi diversi possono portare allo stesso obiettivo: trasformare la musica in un valore duraturo.

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João Carlos
giornalista

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