Cronaca di una morte mancata: il segreto dell'immortalità della Radio
Un media che supera l’evoluzione tecnologica
Giulia Buldrini
11/02/2026
Si può dire che abbiano tentato di uccidere la radio tre volte. Prima con l’avvento della televisione, poi con i videoclip e, infine, con l’arrivo delle piattaforme di streaming. Eppure, la radio ha sempre resistito, rimanendo ancora oggi un perno del sistema mediatico italiano.
Com’è possibile una tale sopravvivenza? Perché, nonostante la tecnologia si evolva costantemente, la radio dimane un caposaldo della comunicazione moderna?
Capacità di adattamento
A differenza di altri sistemi, la radio ha dimostrato nel corso dei decenni una particolare duttilità, che le ha permesso di evolversi, evitando così di diventare obsoleta.
Se prima era intesa più come un sottofondo da ascoltare in auto o in cucina, l’arrivo di internet ha permesso di sviluppare nuovi canali di accesso, rendendola disponibile anche su smartphone, tablet e smart speaker.
La qualità del suono è migliorata grazie al passaggio al DAB+, il cosiddetto digitale terrestre radiofonico. Con questo sistema, il suono è diventato più pulito e l’offerta radiofonica è aumentata, garantendo anche lo sviluppo di canali tematici.
Da semplice suono udibile, la radio ha infine creato una nuova modalità di relazionarsi con il pubblico attraverso la radiotelevisione. In questo modo è riuscita a entrare nelle case in modo diverso.
Persone reali
Una caratteristica fondamentale dietro ogni radio è la gente che ci lavora. Persone reali che si occupano di aspetti molto diversi per garantire non solo un prodotto, ma anche un’esperienza di vita per gli ascoltatori.
Gli speaker dei programmi dissipano la solitudine digitale, un fenomeno in continua crescita nell’era social. Tramite i loro discorsi, battute e pensieri, diventano veri e propri compagni di viaggio.
La presenza di persone reali dà allo spettatore un senso di fiducia. Se il web rappresenta il consacramento delle fake news, in cui nessuno è più in grado di distinguere la finzione dalla realtà, le radio hanno un senso di autorevolezza che, per gli ascoltatori, è sintomo di veridicità.
L’assenza di un algoritmo che conosce i contenuti che si riproducono di solito consente una scoperta musicale. Nuove uscite, canzoni d’epoca, successi internazionali e molto altro vengono riprodotti ogni giorno e danno vita a nuove esperienze.
Prossimità dei media
Le radio locali hanno un ruolo centrale all’interno delle comunità urbane, provinciali o regionali. A differenza di quelle nazionali, sono partecipi di quello che accade in prima persona, garantendo notizie di maggior interesse per lo spettatore e che lo riguardano da vicino.
Un fenomeno simile si verifica in relazione alla loro utilità come servizio pubblico d’informazione. Sia che si tratti di eventi importanti o di catastrofi naturali, saranno in grado di produrre contenuti semplici e rapidi per raggiungere gli ascoltatori.
La radio tradizionale come cuore
Nel corso dei decenni il sistema radiofonico si è ampliato, uscendo dallo schema della semplice messa in onda.
I podcast, simbolo degli anni 2000, favoriscono l'approfondimento dei temi trattati nei programmi, che altrimenti sarebbero impossibili da proporre a causa delle tempistiche di palinsesto. Attirando un pubblico nuovo, più giovane e interessato ad argomenti più specifici.
Infine, gli eventi rappresentano il contatto diretto con la radio. Tramite concerti, festival e party in piazza, la community di ascoltatori virtuali si trasforma in una comunità fisica. Garantendo, di conseguenza, un nuovo tipo di rapporto tra i comunicatori e il pubblico.
La forza della radio risiede dunque nella sua natura ibrida, capace di far vivere dietro ai propri microfoni la tradizione, ma al contempo di adattarsi e imparare dalle nuove tecnologie e dai mezzi messi a disposizione dal progresso. Non più solo la voce, ma anche la presenza fisica. Se gli altri media lottano per catturare lo spettatore con il video, la radio resta la più importante colonna sonora della vita delle persone. Molti hanno parlato della prossimità della sua morte, senza rendersi conto che quello che avevano davanti non era altro che un fenomeno di rinascita.
Giulia Buldrini

