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10 ANNI DI “HELLO”

IL RITORNO DI ADELE CHE HA RIDEFINITO LA FORZA DELLE BALLATE NELL’ERA DEL STREAMING

João Carlos

05/11/2025

Placeholder - loading - Crédito da imagem: Adele em frame do videoclipe de “Hello” (2015) / Reprodução: YouTube
Crédito da imagem: Adele em frame do videoclipe de “Hello” (2015) / Reprodução: YouTube

Aggiornato e  4/25/2026 12:03:26 PM

Il 23 ottobre 2015, il mondo ha ascoltato un “Hello” che sembrava un reincontro. Dopo quattro anni lontano dai riflettori, Adele tornava con il primo singolo dell’album 25, trasformando una semplice saluto in uno dei più grandi fenomeni della musica moderna. La traccia non solo ha battuto record — ha ridefinito cosa significava emozionare nell’era digitale.

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Credito dell’immagine: Copertina dell’album “25” (2015), di Adele / Riproduzione: Spotify

Il reincontro

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Credito dell’immagine: Copertina del singolo “Hello” (2015), di Adele / Fonte: Spotify

“Hello” è nata da una fase di maturazione. Adele ha sempre chiarito che la canzone non era una chiamata a un ex, ma una conversazione con se stessa. Una sorta di resa dei conti con il tempo, con gli errori, con chi è rimasto indietro.
“È sull’altro lato di me”, ha spiegato in una delle interviste che hanno preceduto il lancio. Il testo risuona di un sentimento universale — quel desiderio di parlare con il passato e dire ciò che è rimasto bloccato in gola.

Con produzione di Greg Kurstin, la traccia mescola pianoforte, dramma e sottigliezza in una progressione che cresce fino al ritornello esplosivo. Registrata negli studi Metropolis di Londra, mostra quanto Adele domini l’equilibrio tra fragilità e forza, tra l’intimo e il monumentale.

Il videoclip che ha fatto storia

Per il regista Xavier Dolan, la missione era semplice: catturare l’emozione. Girato in una fattoria nell’entroterra del Quebec, il videoclip trasforma una casa abbandonata in uno scenario di ricordi. L’uso di telecamere IMAX, inedito nei videoclip, ha dato una dimensione cinematografica alla storia.

Un dettaglio ha attirato l’attenzione: Adele appare usando un cellulare a conchiglia, di quelli antichi. Dolan ha spiegato la scelta — “gli smartphone ci tolgono dalla storia”. La decisione è diventata simbolo della proposta senza tempo della musica.

L’impatto è stato immediato. In 24 ore, il video ha totalizzato 27,7 milioni di visualizzazioni, battendo il record di YouTube. In meno di tre mesi, ha raggiunto 1 miliardo di visualizzazioni, un risultato senza precedenti fino ad allora. Record di seguito:

Un successo che ha fermato il mondo

La settimana di debutto, “Hello” ha venduto 1,11 milioni di download solo negli Stati Uniti — la prima canzone della storia a superare questa soglia in sette giorni.
Ha dominato la Billboard Hot 100 per dieci settimane consecutive e ha raggiunto la vetta in più di 30 paesi.
Nel Regno Unito, ha superato le 300 mila unità vendute in pochi giorni.

La consacrazione è arrivata nel 2017. Adele ha vinto tre dei principali Grammy — Registrazione dell’Anno, Canzone dell’Anno e Miglior Performance Pop Solista. L’album 25 ha anche vinto Album dell’Anno. Pochi artisti avevano conquistato tanto in così poco tempo.

Un’eccezione nell’era degli algoritmi

Nel 2015, il pop globale viveva già sotto il dominio delle piattaforme di streaming. Le canzoni erano più corte, i ritornelli arrivavano prima e l’attenzione del pubblico durava pochi secondi.
E Adele, contro tutte le logiche di mercato, ha lanciato una ballata di quattro minuti e mezzo, lenta, emozionale e senza formule.

Il risultato ha dimostrato che l’emozione vende ancora. Mentre il mondo girava al ritmo di hit istantanei, “Hello” ha riportato il potere della pausa, del respiro, della catarsi.
I critici hanno definito il singolo “l’ultimo grande evento pop analogico dell’era digitale”.

Ciò che resta dopo il “ciao”

Dieci anni dopo, “Hello” continua a risuonare — nelle radio, nei film, sui palcoscenici e, soprattutto, nella memoria collettiva.
Non è solo una canzone sulla nostalgia. È sul tempo, sul riconoscersi, sul continuare a provare.

Adele ha trasformato un semplice saluto in uno specchio universale. E forse è per questo che, ancora oggi, quando canta “Hello from the other side”, sembra parlare direttamente a ciascuno di noi.

Immagine di João Carlos
João Carlos
giornalista

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