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STEVE SODERBERGH USA IA EM PARCERIA COM A META EM NOVO DOCUMENTÁRIO SOBRE JOHN LENNON

DIRETTORE DICE DI AVER USATO L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME RISORSA VISUALE NEL FILM SULL'ULTIMA INTERVISTA DELL'EX BEATLE

João Carlos

05/05/2026

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Crédito da imagem: Monarch Wine / AP

Aggiornato e  5/5/2026 5:00:28 PM

Il nuovo documentario di Steven Soderbergh su John Lennon e Yoko Ono è entrato nel radar di Hollywood per un tema ricorrente: l'uso dell'intelligenza artificiale nel cinema. Secondo il regista, che ha utilizzato questa risorsa in collaborazione con Meta, la tecnologia appare in modo controllato, trasparente e con funzione estetica — senza l'intenzione di ricreare digitalmente Lennon.

Intitolato “John Lennon: The Last Interview”, il film segue l'ultima intervista concessa da John Lennon e Yoko Ono, registrata dalla RKO Radio l'8 dicembre 1980. Il documentario è previsto in anteprima al Festival di Cannes e ha attirato l'attenzione dopo che Steven Soderbergh ha commentato a Deadline sull'uso dell'IA generativa nella produzione. L'apertura dell'evento, che si svolge annualmente sulla Riviera Francese, è prevista per martedì 12 maggio, con chiusura sabato 23 maggio.

Secondo la relazione, il regista ha collaborato con Meta come partner tecnologico e finanziario nel progetto. L'intelligenza artificiale è stata utilizzata per creare immagini in momenti in cui la conversazione affronta temi più concettuali, difficili da tradurre solo con materiale d'archivio.

Non è una ricostruzione di Lennon

La principale preoccupazione di Soderbergh è stata allontanare l'idea che il film tentasse di “riportare John Lennon indietro”. In un'intervista a Deadline, ha affermato che parte del pubblico è arrivata rapidamente alla conclusione peggiore, cioè che il documentario avrebbe usato la tecnologia per simulare la presenza del musicista.

Il regista ha paragonato l'uso dell'IA a risorse già note nel cinema, come effetti visivi e CGI. La differenza, secondo lui, risiede nell'intenzione: la tecnologia non è stata usata per far credere al pubblico di vedere qualcosa di reale, ma per creare passaggi visivi chiaramente stilizzati, collegati al contenuto dell'intervista.

Questa distinzione è importante perché il progetto coinvolge uno dei nomi più simbolici della musica mondiale. Lennon, ex-membro dei Beatles, rimane una figura di enorme peso culturale, e qualsiasi uso della tecnologia associata alla sua immagine naturalmente suscita attenzione.

L'intervista al centro del film

Nonostante la risonanza intorno all'intelligenza artificiale, il focus del documentario rimane sulla conversazione tra John Lennon e Yoko Ono. Steven Soderbergh ha affermato di essere rimasto impressionato dall'apertura dei due durante l'intervista storica e dalla disponibilità della coppia ad affrontare diversi temi.

La proposta del film, quindi, non è di trasformare l'IA nel tema principale, ma di usare lo strumento per rendere il materiale più visivo e accessibile al pubblico. È una scelta di linguaggio: quando non ci sono immagini sufficienti per accompagnare determinate idee, il regista ricorre a sequenze create artificialmente, senza presentarle come registrazioni storiche.

Un dibattito che va oltre il documentario

Il caso attira l'attenzione perché arriva in un momento in cui Hollywood discute con maggiore intensità i limiti dell'intelligenza artificiale. Nei film, serie, musica e pubblicità, la tecnologia viene osservata con curiosità, ma anche con cautela.

Nel caso di “John Lennon: The Last Interview”, la questione centrale è la trasparenza. Per Soderbergh, il pubblico deve sapere quando si trova di fronte a immagini create dall'IA. Questo atteggiamento aiuta a distinguere l'uso creativo della tecnologia da pratiche che potrebbero causare confusione tra documento, finzione e manipolazione visiva.

Per chi segue il percorso di Lennon, il documentario dovrebbe anche rappresentare una nuova opportunità di ascoltare l'artista in un momento raro e sensibile della sua vita pubblica. La tecnologia entra come supporto; la voce, la memoria e le idee di Lennon rimangono il vero centro della narrazione.

Alla fine, il film solleva una domanda che supera l'universo dei Beatles: fino a dove l'intelligenza artificiale può aiutare a raccontare una storia senza sostituire la forza della registrazione umana?

Immagine di João Carlos
João Carlos
giornalista

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